Data evento: 
31/01/2026 to 03/05/2026
Opening: 30 gennaio 2026, ore 17:00 | Ingresso gratuito su invito

L'Ultima Rinascita

Dei ed eroi agli albori dell’età della tecnica 1890/1935

 

A cura di Francesco Trentini ed Elisabetta Pasqualin

Villa Pisani, Stra

31 gennaio - 03 maggio 2026

 

La Direzione regionale Musei nazionali Veneto è lieta di presentare l’esposizione L’Ultima Rinascita. Dei ed eroi agli albori dell’età della tecnica 1890/1935, nata da una collaborazione tra Villa Pisani di Stra e il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, per la cura di Francesco Trentini ed Elisabetta Pasqualin.

La mostra porta in scena la straordinaria rinascita degli dei antichi sulle affiches pubblicitarie dell’Italia della Belle époque attraverso 54 opere raramente esposte al pubblico, normalmente conservate nei depositi del Museo Nazionale Collezione Salce. I lavori, eccezionali per qualità estetica e valore storico-culturale, vanno dai grandi cartelloni pubblicitari di Adolf Hohenstein, Leopoldo Metlicovitz, Giovanni M. Mataloni, Marcello Dudovich, Duilio Cambellotti, Plinio Codognato, alle straordinarie copertine d’autore della Piccola Biblioteca di Scienze Moderne dell’editrice torinese Bocca, fino alle due rare latte realizzate da Hohenstein per le ditte Cinzano e Cora.

Il fenomeno, per la prima volta indagato in un’esposizione monografica, ha molto da dire sul nostro tempo e sull’età della tecnica che stiamo tuttora vivendo, e mostra come alla fine del XIX secolo, quando la ricerca scientifica e tecnologica entrò a modificare profondamente la vita collettiva e individuale con una rapidità e pervasività mai sperimentate prima, l’Antico e il Mito fossero riemersi nell’estremo sforzo di governare umanisticamente un processo dai contorni tutt’altro che dominabili. Seguendo questa idea di fondo, l’esposizione “L’Ultima Rinascita” vuole portare il pubblico a ripensare per immagini l’impatto delle grandi imprese ingegneristiche, le scoperte fisiche, chimiche e tecnologiche, il progresso applicato ai beni di consumo, le nuove forme di autorappresentazione di una società italiana dai tratti per molti aspetti inediti. A farsi interpreti della novità fu il gruppo di straordinari autori qui presentati, a vario titolo coinvolti con il mondo delle Officine Grafiche Ricordi di Milano, che operarono in perfetta sincronìa con le coeve ricerche di pittori simbolisti quali Max Klinger e Arnold Böcklin.

Articolata in tre sezioni all’interno degli spazi espositivi di Villa Pisani, la mostra guida il visitatore in un affascinante percorso tra capolavori assoluti della cartellonistica pubblicitaria Liberty italiana, sorprendendo per la varietà tematica.

La visita si apre con la sezione Mito e tecnica, dove il tema di fondo dell’esposizione viene illustrato esibendo le molteplici forme del rapporto tra divinità e moderna tecnologia. Fondamentali: il gruppo di ninfa e satiro realizzato da Aldof Hohenstein per la pubblicità dei fiammiferi senza fosforo del dott. Craveri; l’Hermes del cartellone di Leopoldo Metlicovitz per l’inaugurazione del traforo del Sempione (1906); la sorridente figura di Astrea immaginata da Giovanni M. Mataloni per il manifesto dell’illuminazione a gas Auer (1895), qui presentata nella prima versione in verde e nella tiratura in rosso, a illustrare peculiarità tecniche della cromolitografia dell’epoca.

L’ironia e la suadente pubblicità di consumo caratterizzano la seconda sezione Mito, desiderio e beni di consumo dove ritorna Hermes, questa volta voluto da Hohenstein (1898) come testimonial per il Corriere della Sera, e poi l’Ercole di Metlicovitz (ca. 1910), a pubblicizzare la produzione di carne in scatola, e persino Leda, che nel divertito cartellone di Marcello Dudovich per la Rinascente (ca. 1922) si innamora del cigno in occasione della “vendita del bianco”!

A completamento dei temi trattati nelle due prime sale, la terza sezione Antichità e vita contemporanea esibisce la generale volontà di immedesimazione dell’uomo agli albori dell’età della tecnica con l’Antico. La conformazione dell’immagine di sé con l’antichità classica è qui perfettamente testimoniata da documenti eccezionali quali il manifesto di Metlicovitz per la rivista “Musica e musicisti” (1904), la pubblicità di Plinio Codognato per l’“Avanti” (ca. 1910) e la straordinaria serie di affiches realizzate da Duilio Cambellotti per il Teatro greco di Siracusa.

In chiusura di mostra, quasi a sigillo di questo multiforme viaggio, si è deciso di portare il monumentale Prometeo alato di Marcello Dudovich per l’Esposizione di Lodi del 1901. Qui presentato come figura eroica e integralmente positiva, il nume responsabile del furto del fuoco sacro di Zeus si libra nell’aria portando sul ventre una fascia dall’eloquente iscrizione: “Progresso”. Per il visitatore, si tratta di una perfetta immagine-guida per comprendere la tensione, tipica della nuova età della tecnica, verso un difficile equilibrio tra la trasformazione del mondo e l’irriducibile mistero della realtà.

La collocazione dell’esposizione in Villa Pisani nasce dalla volontà di porre in dialogo L’Ultima Rinascita degli antichi dei con la diffusa e imponente presenza di divinità antiche nelle sale decorate della Villa, per favorire uno sguardo nuovo anche sugli dei di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Giambattista Crosato, Jacopo Guarana, Giovanni Carlo Bevilacqua, portati in Pisani per elaborare dinamiche storiche e contestuali in parte ancora non del tutto scoperte. Sarà l’occasione per un esercizio di memoria culturale profonda, che Villa Pisani propone a cento anni dall’avvio dell’inesauribile esperienza dell’Atlante di Mnemosyne curato da Aby Warburg e dal suo circolo a partire dal 1926, forse la testimonianza più eloquente di quest’ultima rinascita che ancora ci interpella.

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