Saluto ad Augusto Gentili
Il dirigente, i funzionari e tutto il personale della Direzione regionale Musei nazionali Veneto, si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa del prof. Augusto Gentili, uno dei più importanti storici dell'arte italiani.
Il prof. Gentili ha insegnato a molti giovani nell'Università La Sapienza di Roma (1983-1997), nell'Università Ca' Foscari di Venezia (1998-2013). Fondamentale nello studio della pittura veneziana del Cinquecento è stato il taglio multidisciplinare di iconologia contestuale, insieme a problemi di teoria e metodologia. Fra i suoi lavori si segnalano "Le storie di Carpaccio: Venezia, i Turchi, gli Ebrei" (Venezia 1996), "I giardini di contemplazione: Lorenzo Lotto, 1503 - 1512", Roma 1985; "Il ritratto e la memoria: materiali", Roma, 1989)". Nato a Roma il 17 febbraio 1943, Augusto Gentili è stato uno dei massimi specialisti di Tiziano. E sul Cadorino ha pubblicato importanti studi monografici: dall'innovativo “Da Tiziano a Tiziano. Mito e allegoria nella cultura veneziana del Cinquecento " (Milano 1980) alla più ampia monografia sul pittore, "Tiziano" (Milano 2012), passando per innumerevoli saggi e articoli, parte dei quali confluiti nella raccolta "La bilancia dell'arcangelo. Vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecento" (Roma 2009). Ha fondato, diretto e curato il periodico semestrale "Venezia '500" (50 numeri dal 1991 al 2015) luogo privilegiato di ricerca scientifica e strumento imprescindibile per lo studio dell’arte veneta. A ottobre 2025 esce il suo ultimo lavoro “Ritratti al dettaglio. Venezia e dintorni, 1500-1575”, sintesi della sua lunga riflessione sulla funzione e sul significato del ritratto nella cultura veneziana di età moderna.
Il prof. Gentili è stato amico e collaboratore della Direzione regionale Musei nazionali Veneto. Lo ricordiamo partecipare a diverse iniziative scientifiche e di divulgazione, dalla conferenza per il centenario della morte di Giovanni Bellini (2016) al contributo al convegno internazionale “Bestiarium: immagini, testi e contesti. La rappresentazione del mondo animale dal Medioevo all’Età moderna” (2017).
Condividiamo con il prof. Gentili l’idea di cui era ostinatamente convinto che l’”arte non vive di effetti ma di comprensione”, che le immagini sono da guardare a lungo e da vicino, e che i musei debbano essere intesi sempre come spazi aperti di discussione e confronto.
